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Sabato 27 agosto - Biasca, chiesa dei SS. Pietro e Paolo - ore 20.30
Domenica 28 agosto - Montecarasso, chiesa dei SS. Bernardino e Girolamo - ore 17.30
UN CAMPUS RESIDENZIALE DI UNA SETTIMANA PER IMPARARE LAUDI, CANONI, ORGANA E DISCANTI
È faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: Perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccolo. Avete torto. Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti, tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli. Questa citazione dello scrittore e pedagogo polacco Janusz Korczak, morto nel campo di sterminio nazista di Treblinka ci dà il senso di quanto sia importante lavorare con i bambini e gli adolescenti. Nel comunicare con il mondo giovanile, molto spesso, commettiamo errori dovuti perlopiù alla nostra presunzione di sapere e all’ansia di volere; inoltre la quotidianità ci porta all’assuefazione di comportamenti e di convinzioni che di sovente, spengono l’ entusiasmo per la vita. Molto più spesso dovremmo guardare un bambino con il cuore della nostra infanzia, giocare con lui, parlare di cose semplici che danno importanza all’esistenza, vedere nei suoi occhi il sorriso della sua anima. Lì potremo trovare l’essenza della nostra vita per innalzarci sopra la meschina routine quotidiana che non lascia spazio alla gioia del puro e del “semplicemente bello”. Cosa c’è di meglio che lavorare con i giovani e i giovanissimi, quale entusiasmo più grande può suscitare l’incontro con le nuove generazioni e se poi tutto è all‘insegna della Musica, si realizza l’apoteosi più completa!
Lavorare con i giovani rende sempre vivo l’interesse per la vita, stimola le capacità intellettive e allontana dalla mediocrità delle consuetudini giornaliere. Può bastare guardarli negli occhi con tranquillità e serenità per capire che non bisogna temere il loro giudizio, che non ci si può creare un’ansia da prestazione, ma che parlando, ridendo, scherzando con semplicità, si può raccontare... la Musica.
Ed ecco che la dolce magia dei suoni permette quel connubio di voci nel dialogo continuo intorno a fraseggi, vocalità, problematiche esecutive, esercizi di intonazione chiudendo fuori il tempo che incombe. Anche la stanchezza e la noia sembreranno essere estranei dal contesto; la gioia della musica, ma soprattutto la sensazione di far vivere la musica, fanno passare in modo indolore i minuti e le ore. Continuiamo a ripeterci quanto sia labile l’attenzione dei bambini, quanto l’interesse per l’arte sia scarso ma, spesso non sappiamo mai dare risposte educative soddisfacenti delegando al regno dei mass-media il compito di intrattenere, divertire e soprattutto dis-educare i nostri figli. Nella maggior parte dei casi una proposta educativa basata sulla musica riesce a coinvolgere, unire ed interessare il giovane a patto che tutto ciò non sia condizionato da puro interesse speculativo.
Tali finalità possono essere raggiunte anche con un progetto apparentemente lontano dalla sensibilità e dagli interessi dei nostri giovani. Un progetto voluto con forza e convinzione dal direttore artistico del Festival Cantar di Pietre Giovanni Conti, che ha spianato la strada alla realizzazione del campus grazie al quale ci avviciniamo al Medioevo attraverso lo studio non troppo filologico, ma coerente di alcune melodie tratte da codici medioevali. Nell’affrontare questi brani, i ragazzi potranno trovare gli stimoli giusti per sviluppare la conoscenza di un mondo così lontano rievocato dalle concezioni astratte dei testi scolastici o dai reperti museali. Cosa c’è di meglio che immergersi attivamente nelle antiche melodie scoprendo come esse siano piene di musicalità e di ritmo, capaci di educare l’animo e lo spirito in piena simbiosi tra testo e musica. Proprio questi documenti di carattere poetico-musicale, rappresentano la testimonianza più concreta della società, delle tradizioni e delle contraddizioni di questo affascinante periodo ancora, per molti versi, poco conosciuto.
Lo sviluppo di una coscienza vocale passa anche attraverso la musica antica che è basata su melodie facili, coinvolgenti che ben si prestano a giochi musicali di canoni, canoni rovesciati, bordoni, falso-bordone e discanti improvvisati.
Il programma di studio si articola su musiche tratte dal Laudario n° 91 di Cortona, canti di pellegrinaggio del Livre Vermeil, Carmina burana, Canoni, Organa e Discanti dei secc. XIII e XIV.
Accanto al fenomeno popolare della Lauda come genuina trasparenza della religiosità comune, possiamo affiancare le melodie tratte dal famoso Livre Vermeil che raccoglie le straordinarie testimonianze musicali del pellegrinaggio medioevale alla Madonna Nera del monastero di Montserrat in Spagna.
Andare in pellegrinaggio era allora come oggi un’esperienza di forte rinnovamento spirituale.
Il percorso laboratoriale arricchito anche dai necessari riferimenti alla popolarità dei testi e dei ritmi verbali, potrà evidenziare quanto sottile sia la differenza tra la musica sacra e profana nel Medioevo. Dunque un interessante e coinvolgente percorso nella semplicità, ma nel contempo, nella complessità della musica antica o, forse meglio dire, nell’amplificazione sonora dei testi antichi.
Lo studio interpretativo che viene portato avanti è basato fortemente su questa amplificazione polifonica del testo sacro; le voci saranno guidate alla ricerca dello sviluppo armonico naturale assecondando naturalmente la sovrapposizione acustica insita nel suono base generatore.
Con questo progetto, cercheremo di stimolare la fantasia dei ragazzi portandoli al di fuori del clamore della vita giornaliera, togliendo loro la sensazione ossessiva del tempo per il piacere della tranquillità e della serenità. I testi e le antiche musiche oggetto del lavoro, non devono stupire né essere eclatanti, devono lentamente, ma inesorabilmente stimolare ed educare l’animo
artistico di ogni giovane nel piacere e nella serenità del “far musica insieme”.
Franco Radicchia
docente e coordinatore del campus
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