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Ascoltando la voce della tradizione


Le feste rituali sacre e profane rappresentano l’eredità più tenacemente vitale della civiltà contadina e alpina: processioni e carnevali, feste di santi e sagre, rievocazioni storiche e liturgie costituiscono la spina dorsale di un calendario annuale ancora sorprendentemente ricco.

A questo patrimonio di fede, cultura e tradizione si rivolge l’edizione 2019 di Cantar di Pietre, la 32ma, muovendo i passi con la consapevolezza che l’avventura di ricerca in questo ambito, ovvero quello della musica di devozione e di tradizione popolare, si avviò alla metà degli anni Cinquanta del Novecento quando, nel nome della ancora giovane Etnomusicologia, si intrapresero sistematiche raccolte di testimonianze, soprattutto orali. Il risultato non è stato solo quello di costituire raccolte di documenti preziosi di tradizioni fino ad allora trascurate, ma di contribuire a ricomporre, attraverso almeno la memoria, i segni di una realtà sociale, culturale e umana che il tempo e gli eventi avevano fatto passare in secondo piano

Valorizzare le tradizioni viventi ha un duplice scopo: rafforzare la consapevolezza delle comunità locali e sviluppare le loro potenzialità nell’ottica del turismo sostenibile, offrendo un fitto programma di concerti legati ai temi fondanti della ritualità popolare in alcune sedi storiche significative.

Canti della Passione e legendae di santi, il culto della Vergine Maria e spericolati travestimenti spirituali di canti profani, cantilene dei pellegrini e processioni rituali sono rievocati nelle proposte di artisti di rilievo internazionale, che si alternano con cantori e strumentisti “popolari”. La musica è infatti il trait d’union che accomuna tutte le espressioni della civiltà tradizionale, dalla religione al lavoro, alla vita della comunità.

Un cartellone che intitolato allora LA VOCE DELLA TERRA vede Cantar di Pietre collaborare col progetto Vo.Ca.Te., articolato fra i territori lombardi - il Lecchese, il Canton Ticino e la Svizzera Italiana - con particolare attenzione all’area del Mendrisiotto, che pone il proprio fondamento nella Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
 


Giovanni Conti
Direttore artistico di Cantar di Pietre