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I concerti

Sabato 1 settembre, Castello di Serravalle, Semione, ore 17.30
SE LA PAZZIA NON FUSSE
Il repertorio “a la pifaresca” in terra veneziana

UtFaSol

A partire dalla fine del secolo XIII nelle maggiori città d’Europa vengono progressivamente istituiti dei veri e propri ensemble di fiati civici che avevano il compito di eseguire squilli segnaletici dalle torri di guardia e di accompagnare i governanti in occasione di solennità civili e religiose. Quando a questi gruppi di trombe si unisce la bombarda il repertorio musicale diviene più sofisticato e i fiati civici iniziano a suonare anche in occasioni private all’interno dei palazzi degli aristocratici. Questi ensemble si distinguevano per l’abilità nel realizzare le basse danze, improvvisando un discantus e un bassus sul tenor dato, ma il loro repertorio era costituito anche dai brani polifonici vocali più “alla moda” dell’epoca, pertanto da chansons francesi, frottole, barzellette e canti carnascialeschi che venivano adattati all’estensione degli strumenti a fiato. Le principali testimonianze della pratica di adattare polifonie vocali per poterle eseguire con i complessi di fiati si hanno proprio a Venezia, dove il trombonista Giovanni Alvise adatta dei mottetti e li invia poi alla corte di Mantova e nella lettera allegata si legge “… onde dapoi zunsi a Venetia mi misi al forte, et ho trovato la vera via… et ho sperimentade tute, zoè tromboni 4, corneti 2, et poi tromboni 4 e pifari 4, et poi quel moderno moteto a flauti 8, et più vi mando per sonar con tromboni 5 in una bota…”.
 

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