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I luoghi

Mendrisio, chiesa di S. Giovanni

Inizialmente fu eretta una chiesa in questo sito nel 1503 per iniziativa del frate Luca Garovi, ma l'edificio fu demolito nel 1721 (ad eccezione del campanile) per far posto ad una nuova costruzione in stile tardobarocco, su progetto degli architetti Giovan Pietro Magni di Castel San Pietro (navata) e Giuseppe Antonio Soratini (presbiterio, coro e sagrestia).

La pianta dell'edificio si presenta con un'unica navata e 4 cappelle laterali, con un presbiterio e un coro sul lato nord.

La copertura è a botte.

La Chiesa è stata definita da Giuseppe Martinola «la compendiosa immagine della virtù nell’arte della gente del luogo», poiché da un lato fu interamente opera di artisti locali e, dall'altro, la comunità mendrisiense si prodigò per raccogliere i fondi necessari, arrivando a lavorare anche di domenica.
I restauri eseguiti  nel 1994 hanno ridato bellezza all’edificio.

All’interno, l’unica navata è  ornata con stucchi realizzati negli anni 1724–27. I più validi, eseguiti da Antonio Catenazzi, incorniciano gli ovati sovrastanti le quattro porte con un’esuberante varietà di motivi che creano un fastoso complesso. Nella prima cappella a sinistra si trova la pala d’altare di Francesco Innocenzo Torriani, raffigurante la Madonna con il Bambino che appare ai Santi Rocco (a sinistra) e Sebastiano (a destra).
Nella volta della navata e nell’abside Giovan Battista Bagutti ha affrescato nel 1774 quattro medaglioni, all'interno dei quali I personaggi  esprimono sentimenti intensi con le loro pose  e sono monumentali grazie agli ampi panneggi; i colori sono graduati per suggerire l’ascesa ai cieli: più cupi nelle parti inferiori, più luminosi in quelle superiori.
Particolare attenzione merita il magnifico e antichissimo organo nel presbiterio, già appartenuto alla  chiesa cinquecentesca, mentre in una nicchia del coro è visibile la statua della Madonna Addolorata che viene portata per le vie del Borgo nella  processione del Venerdì Santo.